Verdure rosse, perché fanno bene, benefici e proprietà

Verdure rosse, perché fanno bene, benefici e proprietà

Riuscire ad avere una buona alimentazione significa trovare quegli alimenti che siano in grado di darvi tutto il supporto che vi serve da un punto di vista nutritivo e anche per quanto concerne vitamine e minerali.

Ci sono tantissime verdure che sono consigliate per tutte le caratteristiche che hanno: tra queste, le verdure rosse, sono quelle che hanno più proprietà nutritive e sono anche in grado di garantire dei benefici e delle proprietà davvero uniche. Tra le verdure maggiormente diffuse ed utilizzate, ce ne sono alcune anche molto buone che sono in grado di dare dei benefici ottimi. In generale, le verdure rosse sono tutte antiossidanti e ricche di minerali e vitamine: ecco perché fanno bene! Vediamo di quali stiamo parlando nel dettaglio.

Le principali verdure rosse in commercio

Vi sono tante verdure rosse tra cui è possibile scegliere. Innanzitutto vi sono le barbabietole.

Le barbabietole

Le barbabietole a differenza di altri tipi di verdure rosse, hanno tale colorazione per la presenza di pigmenti antiossidanti, come le betalaine. Le barbabietole sono davvero una delle migliori tipologie di verdure, in quanto riescono a garantire la presenza di tanti antiossidanti e in particolare, anche la presenza di vitamina C, vitamina A, ma anche di sali minerali e nitrati.

La cipolla rossa

Un’altra verdura rossa assolutamente da non farsi mancare a tavola, è la cipolla rossa. La cipolla rossa ha al suo interno dei pigmenti vegetali che hanno un’azione in grado di prevenire il cancro e di essere assolutamente, antiossidanti.

Le cipolle riescono a garantire tantissimi benefici al corpo. Innanzitutto, riescono a migliorare il funzionamento del sistema immunitario, tengono sotto controllo il colesterolo e anche i livelli di glucosio presenti all’interno del sangue. Non è un caso che le cipolle vengono definite come degli alimenti in grado di prevenire le malattie di tipo cardiovascolare. Per riuscire ad avere tutti i benefici di questo tipo particolare di prodotto, la cosa migliore è quella di consumarle a crudo, in modo tale da non rischiare di perdere tutte quelle che sono le sostanze nutritive che si trovano all’interno delle cipolle.

Il radicchio rosso

Un’altra verdura rossa assolutamente eccezionale e ricca di vitamina K, è il radicchio rosso. Il radicchio, infatti, ha tantissime vitamine del gruppo B6, A e del gruppo E. Inoltre, al suo interno vi sono magnesio, sodio, ferro, calcio e manganese. È utilizzabile in vari modi ed è sempre ottimo per la salute.

Il cavolo rosso

Tra le verdure rosse che vale la pena provare ed inserire nella propria dieta quotidiana, c’è anche il cavolo. Il cavolo rosso, detto anche “cavolo viola”, è ricco di potassio, vitamina C, vitamina K, antiossidanti, vitamina E e calcio. Viene utilizzato soprattutto per prevenire disturbi celebrali e anche perché è in grado di prevenire le malattie cardiovascolari ed è un anti-cancro. Mangiarlo crudo significa assorbire tutti i suoi principi nutritivi migliori.

Il peperone rosso

I peperoni rossi sono verdure scelte perché al loro interno vi è la vitamina A, vitamina C e ci sono anche pochissime calorie. All’interno di queste verdure si trovano folati, sali minerali, magnesio e potassio. Sono ideali anche perché possono essere davvero uno spunto per numerosi tipi di ricette. Riescono a stimolare il sistema immunitario e sono in grado di proteggere l’epidermide, nonché gli altri tessuti del corpo.

Il pomodoro

Una delle più famose verdure rosse è il pomodoro. Il pomodoro viene scelto perché è ricco di vitamina A, vitamina C e di vitamina K. C’è da dire che questo prodotto è ricco anche di potassio di altri sali minerali. Al suo interno vi è il licopene che riesce a garantire tantissimi vantaggi per la nostra salute. Viene anche definito come uno dei più potenti antiossidanti naturali, perché riesce a tenere sotto controllo i radicali liberi e l’invecchiamento.

La lattuga a foglia rossa

Tra le verdure rosse non si può non citare anche la lattuga a foglia rossa, che è ricca di sostanze che contrastano i radicali liberi. Inoltre, riesce a proteggere dall’invecchiamento e dal cancro. È ricca di vitamina A e vitamina K ed in più, ha anche tantissima acqua e questa caratteristica la rende davvero preziosa per coloro che vogliono cercare di eliminare la ritenzione idrica.

Altre verdure rosse

Tra le altre verdure rosse vi sono la patata rossa americana, il ravanello, il rabarbaro o la rapa. Si tratta di verdure assolutamente uniche, perché sono in grado di garantire la salute del corpo e di combattere gli effetti dei radicali liberi.

I benefici delle verdure rosse

La verdura rossa ha una serie di benefici che vale la pena conoscere. Innanzitutto, sono ricche di sostanze come il licopene, leantocianine e la vitamina C. Le proprietà principali delle verdure rosse sono quelle antiossidanti e antitumorali, ma ce ne sono numerose altre.

Vi sono infatti, anche proprietà drenanti, riescono ad allontanare la presenza di tossine, riescono a far funzionare l’intestino e sono utili per la digestione.

Rimedi naturali con la parietaria

Rimedi naturali con la parietaria

La Parietaria officinalis è una pianta della famiglia delle Urticaceae che comprende anche l’ortica. Le persone che soffrono di allergie stagionali hanno sicuramente sentito parlare della parietaria, poiché il suo polline può causare starnuti, rinite e asma. Tuttavia, la parietaria ha anche molte proprietà benefiche per la salute.

Cos’è la parietaria?

La parietaria è un’erba di piccole e medie dimensioni che cresce spesso attraverso le fessure in vecchi muri di pietra, marciapiedi, scogliere e sponde, chiese e rovine. Il suo nome deriva appunto dalla sua abitudine di crescere sulle pareti e nelle zone aride e sassose. Preferisce un terreno alcalino ben drenato per asciugare in pieno sole o semi-ombra.

La parietaria cresce in qualsiasi periodo dell’anno, arrivando fino a 60 cm, con foglie lanceolate, ovate, soffici, piccoli fiori verdi e frutti ovali e lucenti. La fioritura e la raccolta avvengono in qualsiasi mese, principalmente da giugno a settembre.

Quali sono i rimedi naturali per la salute?

È una pianta che ha un largo ventaglio di applicazioni, essendo ricca di flavonoidi, acidi, glicosidi, calcio e tannini. La parietaria viene in genere somministrata in infusione o decotto, spesso combinata con altre erbe (ortica soprattutto). Le foglie e i germogli della parietaria possono essere usati sia freschi che secchi. Non mancano applicazioni sotto forma di unguento a scopi antinfiammatori.

Le proprietà diuretiche della parietaria

Questa pianta rappresenta un diuretico molto efficace, ideale per aumentare il drenaggio dei liquidi. Sembra che i flavonoidi gli conferiscano questa proprietà oltre alla sua ricchezza di potassio.

Due o tre infusioni al giorno, di un paio di cucchiai di foglie in un litro di acqua, possono essere utilizzate nei seguenti disturbi quando è utile eliminare il liquido del corpo:

– Malattie metaboliche in cui è fondamentale l’eliminazione dei liquidi corporei, come l’obesità o il diabete.

Malattie reumatiche, come gotta, artrite o acido urico. Quando eliminiamo l’acqua, espelliamo con essa tutte le sostanze indesiderate accumulate nelle articolazioni, sgonfiandole e migliorando i sintomi dolorosi associati a questi disturbi.

Malattie del tratto urinario, come calcoli biliari o calcoli renali. La parietaria, aumentando l’urina, impedisce la ritenzione di minerali e la possibile formazione di un calcolo. Altrettanto utile per trattare le infiammazioni renali o quelle della vescica urinaria, poiché i valori emollienti delle mucillagini che questa pianta contiene esercitano una proprietà antinfiammatoria sui tessuti del corpo.

– Malattie del sistema circolatorio. Co-aiutante nel trattamento di queste affezioni quando sono correlate alla ritenzione idrica, come nella formazione di edemi, cattiva circolazione, ipertensione, ecc.

Gli altri effetti sulla salute

Oltre alle sue proprietà diuretiche, emollienti e depurative, è necessario menzionare le sue proprietà espettoranti, molto utili nell’alleviare le affezioni bronchiali, come la bronchite e l’asma. Ma non mancano le persone che applicano la parietaria direttamente sulla pelle, per il trattamento di ustioni e ferite, allo scopo di accelerare il processo di guarigione.

Le proprietà commestibili

Le foglie di questa pianta, in particolare le giovani gemme, possono essere mangiate come un normale ortaggio, tagliuzzate magari nell’insalata, e sono estremamente ricche di minerali. Le zuppe miste di parietaria e ortica sono particolarmente utili come diuretico, ed è facile realizzare delle vellutate saporite e gustose. 

Un suggerimento: anche quando sono cotti, gli steli possono essere fibrosi, quindi si consiglia di tagliarli prima della cottura. L’acqua in cui viene fatta cuocere la parietaria è considerata dagli chef un ottimo brodo per preparare il risotto.

La parietaria, che è presente da secoli nei trattati di erboristeria, continua ad avere molteplici applicazioni anche in tempi moderni. Tuttavia è necessario regolarne l’assunzione dietro consiglio medico, soprattutto nei casi di allergia, che tende a manifestarsi con gli stessi sintomi dell’allergia al polline. Al di là di questa controindicazione, è una pianta tutta da scoprire. 

Tutto quello che c’è da sapere su temperature termosifoni e regolazione termostato

Tutto quello che c’è da sapere su temperature termosifoni e regolazione termostato

Regolare le temperature dei termosifoni è essenziale durante l’inverno quando pioggia, umidità e temperature esterne più rigide fanno desiderare almeno in casa un po’ di calore e comfort ma, allo stesso tempo, è importante assicurarsi che non ci siano sprechi in bolletta. Utilizzare un termostato può essere una buona soluzione in questo senso e, se si opta per un sistema come questo, l’unica cosa di cui ci si dovrà accertare è di regolare per tempo, prima che arrivino davvero il freddo e l’inverno, il termostato – o i termostati – del proprio impianto di riscaldamento.

Come farlo, va da sé, dipende dal tipo di termostato che si è installato e, come sempre del resto quando si tratta di elettrodomestici e impianti di casa, non c’è alleato migliore in questo senso di libretto o manuale di istruzioni originale: qui si troveranno, infatti, le indicazioni passo passo su come impostare la temperatura del termostato, come programmarlo nel caso si tratti di un cronotermostato e via di questo passo.

Come regolare il termostato del riscaldamento per risparmiare

Delle considerazioni più generiche possono essere fatte, invece, su come programmare il termostato dei riscaldamenti per evitare gli sprechi in bolletta, pur assicurandosi che le stanze della propria casa siano sufficientemente calde.

Partendo dalle basi, e semplificando molto, va innanzitutto impostata la temperatura standard che si desidera dare alla propria abitazione e in base alla quale il termostato azionerà l’impianto di riscaldamento ogni volta che in casa farà più freddo e lo spegnerà quando, invece, sarà raggiunto quel grado di calore.

La regola d’oro vorrebbe al massimo un paio di gradi di differenza tra l’interno e l’esterno: se cioè all’esterno ci sono 16°, si dovrebbero impostare le temperature dei termosifoni a 18° per evitare eccessivo consumo di gas ma non rinunciare, comunque, a un certo calore.

Va da sé però che, soprattutto dove le temperature invernali raggiungono lo zero o addirittura scendono addirittura al di sotto dello zero, impostare il termometro del riscaldamento a qualche grado in più potrebbe non essere sufficiente.

Meglio prendere altre precauzioni come, per esempio, abbassare la temperatura del termostato quando non si è in casa: si eviterà che i riscaldamenti si accendano, anche per lungo tempo, senza che nessuno possa godere del calore prodotto e, di fatto, causando solo un aumento inutile della bolletta. Meglio ancora sarebbe, se il proprio termostato permette di farlo, programmare l’accensione e lo spegnimento dei riscaldamenti durante tutta la giornata e a seconda delle proprie abitudini.

La maggior parte dei cronotermostati, soprattutto più moderni, possono memorizzare fino a sei programmi diversi: si possono, così, scegliere le fasce orarie in cui accendere i termosifoni e impostare per ciascuna di queste le temperature giuste – di mattina o durante la notte, infatti, si potrebbe aver bisogno di molto più calore che durante il pomeriggio e così via – senza doversi preoccupare di volta in volta di accendere e (soprattutto!) spegnere i termosifoni, ma potendolo fare comunque manualmente al bisogno o se si sa di non essere a casa per molto tempo.

Oltre a regolare le temperature dei termosifoni e impostare i termostati, comunque, per risparmiare sulla bolletta una buona idea rimane controllare spifferi e isolamento della casa.

Saponette neutre, come farle in casa

Saponette neutre, come farle in casa

Se sei atterrato su questa pagina ti stai chiedendo come si possono fare delle saponette fatte in casa: forse immaginavi procedimenti complicati e lavorazioni da piccolo chimico ma ti assicuriamo che non si tratta di nulla di tutto questo.  In realtà questa operazione è tutt’altro che complicata e i passaggi da seguire sono ben definiti e semplici. Vediamoli insieme.

Perché fare saponette homemade: salute e portafoglio

Prima di cominciare il procedimento, la prima domanda che occorre porsi è: perché creare delle saponette fai da te? La risposta è altrettanto semplice: basta leggere le etichette dei saponi che sono presenti al supermercato o nei rivenditori più commerciali e ti accorgerai che la maggior parte delle marche presenti sul mercato utilizza degli ingredienti tutt’altro che naturali, con tutto ciò che questo può comportare per la tua pelle.

Sappiate che anche per effettuare saponette fatte in casa è necessario dare uno sguardo a cosa è contenuto nel sapone di marsiglia che andrete a comprare per realizzarle: verificate che non siano presenti all’interno del prodotto che acquistate né grassi vegetali, come l’olio di palma né l’olio di cocco, né grassi animali, descritti normalmente sulle diciture degli ingredienti come sodium tallowate. E’ bene effettuare questa verifica leggendo il cosiddetto INCI (se sei attento a questi argomenti saprai di cosa si tratta), che verifica la presenza e le percentuali degli ingredienti contenuti nel prodotto. Si tratta di un criterio che definisce la qualità del sapone stesso, quindi è opportuno controllare bene.

Un altro buon motivo riguarda il portafoglio: realizzare delle saponette homemade ti aiuterà senz’altro a risparmiare a lungo termine delle somme discrete, che fa sempre piacere. Ora passiamo alla pratica e vediamo di capire come creare le nostre saponette.

Saponette fatte in casa: ingredienti e materiale utile

Partiamo dagli ingredienti. Le ricette per realizzare delle saponette fatte in casa sono diverse ma abbiamo preferito dare spazio a quelle che non utilizzano la soda caustica, per il quale il processo diventa leggermente più complesso. I principali prodotti di cui avrete bisogno per raggiungere l’obiettivo sono:

  • 300 ml di sapone di Marsiglia, meglio se non profumato
  • 220 ml di acqua distillata
  • 10-15 ml di olio vegetale (a scelta tra quelli di semi, mandorle, oliva)
  • tra le 5 e le 10 gocce di olio essenziale
  • coloranti naturali o altre spezie

E’ bene fornirvi di alcuni strumenti fondamentali che vi aiuteranno nella procedura: in particolare dovrete munirvi di un cucchiaio di legno, di due piccole pentole e degli stampini, più o meno grandi a seconda della dimensione che vorrete ottenere per le vostre saponette. In commercio ne esistono di diverse grandezze e di differenti materiali: sappiate che sarà bene foderare con la carta forno o imburrare gli stampini per evitare che l’operazione di divisione delle saponette risulti troppo complicata.

Procedimento

Preparati gli ingredienti passiamo alla preparazione:

  1. il primo passaggio riguarda la riduzione del sapone in scaglie finissime. Potete farlo con un coltello o, se avete più tempo e pazienza, con una grattugia;
  2. immergete le scaglie a bagnomaria e mescolate il composto che inizierà man mano ad addensarsi;
  3. aggiungete acqua un po’ per volta, continuando a mescolare;
  4. una volta che il sapone sarà discretamente denso, aggiungete olio vegetale;
  5. continuando a mescolare il tutto, aggiungete olio essenziale ed eventualmente il colorante. Sarà possibile usare zafferano, cannella, cacao, paprika o altre spezie per dare la colorazione preferita alle saponette.
  6. sarà ora necessario versare il composto creato, all’interno degli stampini. Fate attenzione ad osservare la densità del sapone: sarà pronto solo quando avrà una consistenza molto densa.

Inserito il sapone all’interno degli stampini il lavoro è fatto, non vi resta solo che aspettare tra le 5 e 7 settimane per avere le vostre saponette fatte in casa.

Come fare i finferli sott'olio

Come fare i finferli sott’olio

I funghi finferli sott’olio sono un ottimo contorno da abbinare ad una gustosa pizza, al formaggio groviera ad esempio o anche ad un secondo di carne.
E’ fantastico passare le uggiose mattinate autunnali per andare a scovare i funghi per i boschi, è però importante conoscere sia come abbinare questi prodotti della natura sia anche come poterli conservare durante i periodi freddi dell’anno.

Metodi di conservazione 

Solitamente ci sono due opzioni per conservare i finferli sott’olio, una di queste è quella di lasciarli quasi essicare a contatto con i raggi solari, mentre il secondo è invece conservarli sotto olio.
Risulta fondamentale però, per la riuscita di una buona conserva dei finferli quello di mantenerne invariati qualità come l’odore, il sapore e la freschezza del fungo sott’olio.

Con questa semplice e veloce ricetta riuscirai, se mi seguirai passo passo, a conoscere tutti i segreti su come fare i finferli sott’olio.

Come prima cosa è utilissimo scegliere solamente funghi freschissimi e di varia natura quali: gallinacci e gallucci. Sono dei funghi commestibili, innocui ed hanno un sapore unico e deciso, con un colore sul dorato-aranciato: tra questi bisogna scegliere quelli belli sodi, piccolini e saporiti. Hanno dei gambi molto assottigliati e si manifestano con dei cappelli frastagliati, dalle linee irregolari e non uniformi. 

La loro stagionalità è dei mesi più caldi, infatti vanno da giugno fino ad ottobre, non emanano degli odori caratteristici, tuttavia è durante la loro cottura che vengono fuori tutti i profumi e gli aromi boschivi e selvatici.

La ricetta per fare i finferli sott’olio

Gli ingredienti sono: 

  • 700 grammi di Funghi Fingerli (Funghi gallinacci)
  • 2 Bicchieri di aceto di vino bianco
  • Mezzo cucchiaio di sale fino 
  • 2 Bicchieri d’acqua

Puoi procedere con questi ingredienti inserendo in un pentolone i 700 grammi di funghi finferli, ai quali andrai ad aggiungere, un bicchiere alla volta i due bicchieri di aceto di vino bianco. Tutto questo sempre senza accendere alcun fuoco. 

Successivamente a questi versa, con il medesimo procedimento un bicchiere di acqua alla volta, entrambi i bicchieri, per ammorbidire i nostri finferli. 

Con il mestolo a forma di forchetta lascia che i funghi assorbano completamente sia l’acqua che l’aceto, andando a spingere questi ultimi verso il basso. 

Versa infine mezzo cucchiaio di sale fino e mestola il tutto con molta calma. E’ il momento di riscaldare il tutto: mi raccomando presta attenzione a contare 10 minuti da quando ti accorgi che la pentola con i nostri funghi dentro inizia a bollire. 

Cola i funghi e lascia che il composto cacci via tutta l’acqua, sia ben asciutto e si raffreddi. Adesso prendi uno spicchio d’aglio grande, puliscilo e mettilo all’interno del piatto con, tagliandolo a dadini piccoli e sottili. 

Esegui lo stesso procedimento con un peperoncino piccante, sempre a tua discrezione, perché puoi anche decidere di non metterlo affatto: questo serve solamente ad insaporire la pietanza. 

Il risultato di questo concentrato potrai inserirlo in un boccaccio sterilizzato, in modo tale da iniziare il processo di conservazione dei nostri funghi finferli gallinacci. 

Riempi in un bicchiere, separatamente a questo con 3/4 di olio di semi di girasole ed 1/4 di olio extravergine d’oliva, prendendo la premura di unirli per bene insieme ai funghi. 

Versa gli oli insieme nel vasetto di vetro per conserve sterilizzato, unendo il tutto al composto, in questo modo otterrai la conserva dei funghi finferli sott’olio.

Chiudi il vasetto di vetro in maniera ermetica molto bene, inseriscilo nella pentola, e riempi la pentola d’acqua fino a raggiungere l’orlo del vasetto. 

Porta la pentola con il vasetto chiuso ermeticamente ad una temperatura vivace: da quando inizia a bollire conta 5 minuti. 

 Asciuga il tutto con un panno morbido e lasciali raffreddare capovolto il barattolo di vetro.

Attenzione alla conservazione sott’olio

Attenzione ai pericoli: Tra i pericoli maggiormente comuni quando si tratta di conservazione sott’olio c’è quello dell’intossicazione da Chlostridium Botulinum o Botulino, un microrganismo anaerobio, che vive senza ossigeno, resistente a calore e potenzialmente molto pericolosa per l’uomo. 

Altro non sono che spore, dei meccanismi di difesa messe in atto da alcuni microrganismi in modo da resistere a delle determinate condizioni a loro sfavorite. 

L’olio tuttavia come conservante è sicuro perché isola l’alimento, lo rende resistente all’ossigeno ma soprattutto lo protegge da attacchi di patogeni soprattutto aerobici volatili. Lavora invece in maniera meno efficace con i batteri anaerobici, con i quali bisogna prestare attenzione. 

Quando è utile un set frese per legno

Quando è utile un set frese per legno

Grazie all’utilizzo di un set frese per legno (come quelle di Fraiser Tools), è possibile realizzare diverse lavorazioni fai da te in ogni ambito.

Nonostante fresare il legno non sia un’operazione semplice, e richieda piuttosto competenze elevate, esperienza e pratica, le moderni macchine fresatrici per legno, permettono la realizzazione di numerose lavorazioni in maniera impeccabile, anche senza l’esperienza a lungo tempo.

Il tutto è stato possibile grazie all’ammodernamento di questo settore, che ha permesso la costruzione di frese per legno sempre più semplici da usare e soprattutto precise. Per questo è possibile realizzare opere pulite e ben fatte senza essere ‘del mestiere’.

Inoltre, grazie alle moderne fresatrici portatili, è possibile svolgere diversi lavori casalinghi di precisione, come sagomature, modanature, incastri per le cerniere di armadi e diversi mobili, e tante altre operazioni che richiedono una fresa e tanta precisione.

Quando è utile un set frese per legno?

Se si dovesse rispondere a questa frase con una semplice parola, sarebbe molto semplice: ‘sempre’. Come mai? Beh, un set frese per legno può essere utile a chiunque.

Sia che tu sia un falegname, sia che tu sia un chirurgo o un veterinario, prima o poi, almeno una volta nella vita, sarà necessario svolgere dei lavoretti in casa con la fresa.

Chiamare un falegname per lavoretti da niente, può avere dei costi, e in base al tipo di lavoro, possono anche essere non indifferenti, a fronte di una difficoltà certamente non elevata.

Infatti, nonostante possano essere lavori di precisione, come detto ad inizio articolo, ormai le fresatrici vendute risultano essere molto semplici da utilizzare.

Pertanto, chiunque, sia esso un falegname o un chirurgo o un veterinario (per riprendere l’esempio di prima), può svolgere diversi tipi di lavori senza alcuna difficoltà. Il tutto, risparmiando molti soldi.

Si possono lavorare mobili, scavare spazi utili per inserti, modificare o aggiustare le cerniere di un armadio tramite gli incassi, insomma, qualsiasi cosa.
Se questo può sembrare complicato, poi, ci sono numerosi tutorial sul web che permettono, tramite testo o addirittura tramite video esplicativo, di imparare passo passo cosa fare.

Tornando alla domanda iniziale, si può capire perché la risposta alla domanda ‘quando è utile un set frese per legno?’ sia semplicemente ‘sempre’.

Quanti tipi di frese per legno esistono?

La fresa da legno è un semplice ma innovativo scalpello, che agisce attraverso la rotazione. In questo modo, attraverso le parti taglienti, è possibile modellare e rifinire diversi tipi di legno.

Esistono frese con la cosiddetta ‘guida‘, che agiscono seguendo in maniera precisa qualsiasi contorno.

Le frese a legno a ‘perno’, hanno la necessità di svolgere passaggi veloci e soprattutto leggeri, per evitare qualsiasi forma di surriscaldamento; le frese a cuscinetto, invece, attraverso la modifica del cuscinetto (che esiste con diverse forme, come la forma conica, cilindrica, ad arco, troncoconiche, ecc.), permette di lavorare con profili differenti.

Esistono anche frese che agiscono attraverso taglienti sostituibili. In questo caso, appese ad un albero centrale, vi sono le placchette taglienti, che una volta persa l’affilatura, possono essere sostituite.

Le frese componibili, invece, sono costituite da due parti differenti, una che agisce attraverso un tagliente piatto, e una che agisce attraverso un profilo biconvesso. In questo modo vengono delle lavorazioni veramente belle.

Inoltre è possibile svolgere delle modanature, speculari, in maniera molto precisa, attraverso la rotazione delle due componenti.

Ovviamente queste non sono le uniche tipologie di frese per legno esistenti: infatti è possibile trovare qualsiasi genere di fresa per legno, sia online, sia nei negozi fisici.
In questo modo è possibile soddisfare ogni tipologia di richiesta, dalle più classiche e semplici, alle più complesse.

Che lavori si possono fare con un set frese per legno?

Attraverso un set frese per legno è possibile svolgere praticamente qualsiasi tipo di lavoro.

Se è necessario modificare dei mobili a casa, ad esempio per inserirli in contesti differenti, o perché ci si sta trasferendo, sarà molto semplice e veloce agire tramite frese per legno, anziché spendere altri soldi chiamando un falegname.

Ancora, è possibile aggiustare qualsiasi danno arrecato nei confronti dei mobili, e nel caso di danni più gravi o profondi, è possibile modificare in toto l’architettura del mobile: basta avere un po’ di fantasia e il lavoro, molto semplice è veloce, si farà in men che non si dica.

Ma la fresatrice non serve soltanto a questo. Ad esempio può essere molto più utile all’esterno, attraverso lavori per il giardino, che richiedono ancora meno precisione. Esempi sono le staccionate, che molto spesso hanno bisogno di adattamenti ‘approssimativi’ per inserirsi in contesti non comuni, o per chiudere del tutto dei passaggi.
Stessa cosa riguardo le passerelle in legno o diversi tipi di capanno, tutti modificabili attraverso le fresatrici.

Ancora, è possibile ‘arredare’ una bella cuccia per il cane, attraverso un lavoro molto semplice e veloce, che darà per giunta risultati veramente soddisfacenti.

Con le frese portatili, poi, è possibile modificare gli interni dei capanni o delle cucce, per renderle più confortevoli alle persone o agli animali.
Oppure, se si vogliono attrezzare capanni per piazzare degli oggetti, è possibile modificare ogni singolo scomparto in maniera molto semplice, attraverso modifiche piccole o grandi, ma soprattutto veloci.

Conclusioni
Com’è possibile intuire, i piccoli lavoretti in casa possono essere all’ordine del giorno, e soprattutto, possono capitare a chiunque. Anche il posto di lavoro può richiedere modifiche per ‘accomodarsi’ meglio, ma quello che si può intuire è che un set frese per legno può essere realmente utile in molteplici occasioni.

Per tale motivo è necessario tenerne sempre uno in casa, permettendovi di agire su qualsiasi cosa in legno (e non solo) e facendovi risparmiare un bel po’ di denaro quando ci sarà realmente necessità di chiamare un falegname.

Del resto, i lavori attuabili attraverso la fresatrice sono realmente semplici. Se poi a questo si aggiunge anche la facilità di utilizzo dei moderni macchinari, si può ben intuire che chiunque può realmente fare un bel lavoro.

Per questi motivi, un set di frese per legno è sempre utile.

3 modi per sostituire la grondaia in alluminio

3 metodi per sostituire la grondaia in alluminio

Le grondaie sono una parte importantissima e fondamentale del tetto. Servono per raccogliere l’acqua piovana e farla convogliare in appositi scarichi. Così facendo evitano che tale acqua possa scorrere lungo i muri ed evitare le gravi conseguenze che vedremo. Per quanto si possa prestare loro una corretta manutenzione, prima o poi si dovrà procedere alla loro sostituzione, una volta che saranno arrivate alla fine della loro vita utile. Vediamo insieme 3 modi per sostituire le grondaie in alluminio (approfondisci qui https://www.operalattoneria.it/), uno dei materiali possibili con il quale sono realizzate.

1. Operazioni preliminari

Innanzitutto è opportuno specificare subito un aspetto fondamentale: a meno di non avere le giuste competenze a le corrette attrezzature, effettuare la sostituzione delle grondaie è un’operazione sconsigliata agli amanti del fai da te, a causa della pericolosità dei lavori in quota. Con questo presupposto, puramente a titolo informativo, vedremo comunque come farlo in autonomia. Innanzitutto occorre calcolare con precisione il perimetro, quindi la lunghezza complessiva delle grondaie. Si procederà poi all’acquisto di quelle del materiale preferito (a tal proposito vedremo i vantaggi offerti dall’alluminio), insieme alle staffe per il montaggio e i relativi tubi di scarico.

Il fissaggio delle grondaie avviene alla linea di gronda, quindi quella più bassa del tetto. Queste circonderanno l’intero edificio con i tubi di scolo che avranno il preciso compito di convogliare l’acqua a livello del terreno oppure nella fognatura. Nel caso la lunghezza complessiva della grondaia fosse superiore ai 10 metri, l’installazione dovrà avvenire in modo tale da garantire un’adeguata pendenza partendo dal centro per arrivare alle estremità dove sono collegati i tubi di scarico. Infine le grondaie devono essere adeguatamente fissate con gli adeguati supporti ogni 80 cm circa l’uno dall’altro.

Ispezionare il bordo del tetto

La fase di ispezione dei bordi del tetto è importantissima, dal momento che non ha alcun senso, se la superficie non è sana quindi priva di danni da umidità o infiltrazioni, installare dei supporti. In questo caso potrebbero cedere prematuramente con la possibilità di danneggiare cose e persone, quindi è assolutamente indispensabile rivolgersi a personale qualificato. Se si rilevassero quindi dei danni da umidità, si dovrà capirne la provenienza. Nel caso l’origine fosse dalla vecchia grondaia, sostituendola si dovrebbe risolvere il problema. In caso contrario, prima di sprecare tempo e denaro preziosi, è opportuno capirne l’origine.

2. Stabilire la pendenza della grondaia

In prima battuta per definire la pendenza delle grondaie, si dovrà prenderne la misura e segnarla con un filo gessato. Come anticipato, in situazioni di grondaie più lunghe di dieci metri, queste dovranno avere la giusta inclinazione dal centro fino alle estremità dove sono collegati i tubi di scarico. In caso contrario, se la lunghezza totale è inferiore ai 10 metri, è sufficiente l’inclinazione da un sol punto. In secondo luogo si dovrà provvedere a identificare il punto più alto sul quale andrà fissato il supporto, che andrà segnato con una traccia posizionata a 3 cm circa sotto le tegole.

Successivamente si dovrà trovare il punto terminale, cioè dove andrà installato il tubo di scarico. Solitamente questo è localizzato in prossimità degli angoli. Un solo tubo di scarico può essere in grado di ricevere l’acqua proveniente dalle grondaie confluenti nello stesso angolo. Il punto terminale della grondaia si stabilisce applicando un’inclinazione approssimativa di due cm. ogni tre metri circa lineari. In altre parole, se la grondaia fosse di 8 metri, la sua inclinazione dovrebbe essere di 5 cm. circa sotto il punto più alto. In un secondo momento si dovrà provvedere a segnare una linea con un filo gessato tra quello che è il punto più alto e quello più basso, cercando di essere il più precisi possibili.

3. Misurazione, tagli e installazioni della grondaia

Arrivati a questo punto, si dovrà tagliare le grondaie della lunghezza giusta per i vari segmenti da installare. Per tale taglio si potrà utilizzare un seghetto o delle cesoie specifiche per il metallo. Nel caso fossero presenti delle giunture ad angolo, si dovranno tagliare dei segmenti con 45° di angolo. In un secondo momento si dovranno assicurare le staffe di fissaggio, scegliendo i punti in base alla corrispondenza con le travi di supporto. Solitamente queste sono posizionate ad intervalli regolari. Una volta identificate, si dovrà procedere a segnare quelle sul quale fissare le staffe, generalmente una ogni due. A seconda del modello scelto, la grondaia andrà fissata ad incastro o con delle apposite viti di fissaggio.

Successivamente andrà praticato sulla grondaia il foro per installare il tubo di scarico e fissato il raccordo per tale tubo. Si dovrà prestare attenzione a sigillare ogni estremità, per evitare fuoriuscite d’acqua, soprattutto se dovesse ostruirsi lo scarico. Una volta installate le grondaie, con un foglio di alluminio si dovrà rivestire ogni angolo, per poi sigillare il tutto con il silicone e renderle le giunture impermeabili. Infine si dovrà provvedere a collegare i raccordi e i relativi tubi di scarico. Per una tenuta migliore è consigliabile l’utilizzo di appositi rivetti.

Perché preferire le grondaie in alluminio?

Come anticipato, le grondaie sono realizzate con svariate tipologie di materiali, ognuno caratterizzato da caratteristiche positive e negative. Ad oggi quelle in alluminio risultano la scelta migliore perché la più equilibrata. Innanzitutto l’alluminio è un materiale notoriamente duttile, che semplifica notevolmente l’installazione delle grondaie. In secondo luogo è sufficientemente leggero e previo trattamento specifico per aumentare la resistenza alle intemperie, offrono una buona durata.

Con l’opportuna manutenzione e pulizia difatti, possono arrivare ad offrire anche 30 anni di vita utile, salvo fenomeni meteorologici di particolare portata. Tutti questi pregi sono offerti ad un prezzo che risulta molto più competitivo rispetto ad altri materiali, come l’acciaio o il costosissimo rame. Per quanto riguarda la loro sostituzione, ricordiamo l’importanza di rivolgersi ad imprese edili con personale qualificato.

Spille personalizzate fai da te, come scegliere la pressa

Spille personalizzate fai da te, come scegliere la pressa

Qual è la migliore pressa per spille fai da te? Probabilmente, non esiste la risposta corretta a questa domanda. La buona notizia è che possiamo offrirti i giusti consigli per scegliere il macchinario più adatto alle tue esigenze.

Ad esempio, se stai lavorando ad un vestito e desideri arricchirlo con dei bottoni particolari, delle spille personalizzate con delle stampe potrebbero fare al caso tuo.

Devi affidarti ad un’azienda di bottoni per questo lavoro? Probabilmente no, basterà una semplice macchina portatile.

Invece, se hai bisogno di produrre una grande quantità in serie, i produttori di spille personalizzate (come Professional Pins) possono offrirti una vasta gamma di opzioni per quanto riguarda il colore, le dimensioni e altri particolari.

Per questo, devi essere in grado di comprendere quali sono le tue esigenze e come soddisfarle. Ecco le cose che dovresti cercare prima di decidere di acquistare una macchina per spille..

Considera perché hai bisogno della macchina

Ricordi le prime due domande che ho posto all’inizio dell’articolo?

Devi chiederti perché hai bisogno di acquistare la macchina. Se la produzione di spille è parte del tuo business, allora è bene scegliere un prodotto di fascia alta con le migliori funzionalità. Al contrario, se dovesse servirti solo per qualche progetto fai-da-te, puoi scegliere un’unità semplice (ma di alta qualità), ad un prezzo molto più abbordabile

Una pressa per spille di fascia alta è resistente e adatta ad un uso frequente ed intenso. Quelli più economici sono pensati per un uso occasionale.

Come deve essere fatta la pressa

Una volta deciso il motivo per cui hai bisogno della macchina, dovrai considerare la sua costruzione. Di che materiale è fatto?

Il materiale della macchina ne determinerà la durata. Per una macchina per bottoni, meglio puntare ad un modello in acciaio inossidabile o ghisa. Anche l’alluminio non è una cattiva opzione.

Quando si tratta di piastre di scorrimento, non accontentarti: deve essere in metallo. Questo ne aggiungerà robustezza e durata. La base può essere in acrilico, plastica o ABS. Ma se riesci a trovare un creatore di bottoni completamente realizzato in metallo, sarai a posto.

Quali dimensioni dei pins vuoi realizzare?

Questo è un altro fattore imprescindibile nella tua scelta. Se sei nel settore dei tessuti / abbigliamento, dovresti optare per una macchina che gestisce quasi tutte le dimensioni delle spille. Puoi anche trovare alcuni pin che sono meno di 4 cm o più grandi di 8 cm.

Una buona macchina dovrebbe avere stampi intercambiabili in grado di regolare il diametro del pin come desideri. Esistono anche alcuni produttori di spille che possono cambiare la forma del pin. Questa può essere la macchina migliore se si desidera gestire una grande varietà di spille.

Che tipo di taglierina ti serve?

Una taglierina circolare sulla pressa ti permetterà di tagliare il bottone nella forma di cui hai bisogno. Questa non è una caratteristica indispensabile, ma è bene considerarla se si desidera che i pins siano progettati con un’unica forma rotonda. Se vuoi una macchina con questa funzione, il nostro consiglio è di acquistare una pressa con taglierina separato.

Facilità d’uso

Ha senso avere la “macchina migliore” quando ci vuole un’eternità per capire come usarla?

Assolutamente no. Pertanto, è necessario trovare una macchina per spille personalizzate che non faccia impazzire quando si desidera usarla. Deve essere facile da montare e utilizzare. Se è la prima volta che ti affacci a questo tipo di prodotti, assicurati che il produttore metta a disposizione un set di istruzioni di facile comprensione.

Se riesci a trovare una macchina con una garanzia, sarebbe un ulteriore vantaggio. Inoltre, assicurati di scegliere un’unità con un marchio rispettabile: Mophorn, Neil Enterprises Inc., Tecre Co. Inc, VEVOR e Badge-A-Minit sono sicuramente tra le migliori aziende del settore.

Ultimo consiglio, non meno importante dei precedenti: acquista solo ciò che rientra nel tuo budget, non spendere mai più di quello che avevi pianificato di spendere.

Buona scelta!

motivi per scegliere un camino a bioetanolo

Ecco 5 validi motivi per scegliere un camino a bioetanolo

Sei uno dei tanti che stanno considerando l’idea di investire in un camino a bioetanolo? Molti di voi non conoscono i reali motivi per i quali questa scelta si rivelerebbe essere quella giusta e proprio per questo motivo li elencheremo di seguito:

  1. I camini a bioetanolo danno calore

Molti pensano che un caminetto a bioetanolo possa servire soltanto per dare un tocco unico al proprio arredamento ma in realtà riscaldano adeguatamente l’ambiente circostante. Mentre una stufa tradizionale produce circa 6-9 kW di potenza, i camini a bioetanolo (come quelli di Maisonfire) ne producono tra 2,5 e 4 kW. Pertanto non consigliamo mai di acquistare questo camino come fonte primaria perché non potrebbe assolvere a questo compito: possono soltanto perfezionare la temperatura interna.

Supponiamo tu abbia una dependance o un altro spazio all’interno della tua abitazione, che durante l’inverno potrebbe rivelarsi molto freddo. Con l’installazione di un camino a bioetanolo potrai risolvere questo problema e rendere la stanza bella, calda e d’atmosfera.

Il suo calore è istantaneo e riscalderà l’ambiente gradatamente.

  • Nessun camino

Affinchè funzioni il caminetto a bioetanolo non necessita di alcuna canna fumaria. Ovviamente dovrai far entrare aria fresca nella stanza dal momento che l’apparecchio toglierà parte dell’ossigeno presente ma è un’azione del tutto risolvibile.

Il lato positivo di questo fattore è l’assenza di limitazioni: potrai spostare il camino quando vorrai, a seconda di un cambio di gusti, dell’arredo o per migliorare il riscaldamento della stanza. Naturalmente i modelli a parete richiedono un secondo apparecchio se uno lo si desidera all’esterno.

  • Nessuna cenere o fuliggine

Il carburante, l’etanolo, è molto pulito e non emette alcun fumo pericoloso. Di conseguenza non appariranno ceneri, fuliggine e qualsiasi altro residuo sgradito. Mentre le pareti bianche rimarranno immacolate, potrai assistere ad un leggero annerimento delle pareti della stufa stessa con cui la fiamma è entrata a contatto.

  • Nessuna pulizia e poca manutenzione

Ovviamente, partendo dal presupposto che la fiamma è molto pulita non ci sarà bisogno di alcuna pulizia o manutenzione. Potrà risultare utile soltanto pulire le pareti del caminetto con uno straccio leggermente imbevuto d’acqua. Se hai un camino in acciaio inossidabile potrai lucidarlo per vederlo come nuovo ma anche il vetro si rivelerà molto semplice da pulire.

L’unica parte dell’apparecchio che potrebbe apparire invecchiata col passare del tempo è il bruciatore stesso poiché viene esposto ad un alto calore per tempi lunghi. Il colore potrebbe quindi cambiare ma grazie ad una spugna potrai farlo tornare come nuovo. Ricorda però di non spazzolare con spugne abrasive, per non graffiare la superficie.

  • Facile da usare

Oltre a richiedere poca pulizia e manutenzione i camini a bioetanolo sono molto facili da usare. È sufficiente versare l’etanolo liquido in un contenitore e accenderlo con un accendino a bocchetta lunga. Dopo alcuni minuti apparirà una fiamma gialla e calda. Quando il camino avrà bruciato per un po’ di tempo potrai spegnerlo. Ciò significa che potrai accendere il camino prima dell’arrivo degli ospiti e spegnerlo appena escono.

Queste sono solo 5 dei validi motivi per effettuare questo investimento ma ne esistono molti altri. Il primo e più importante è sicuramente che è un prodotto ecologico: l’uso dell’etanolo come combustibile offre un modo sostenibile e responsabile di avere un bel fuoco all’interno della tua abitazione.

A proposito: quale fattore di quelli appena elencati potrebbe rivelarsi il più rilevante durante il processo d’acquisto?

Sei stanco di aspettare ore in officina per il cambio gomme?

Sei stanco di aspettare ore in officina per il cambio gomme?

Anche tu ormai ti sei rassegnato, al fatto che quando vai a cambiare le gomme dovrai perdere mezza mattinata, se non addirittura di più?

Va sempre così: arrivi in officina, speri che non ci sia gente in coda ad aspettare la macchina, se c’è coda finchè non si liberano gli operai la macchina va in parcheggio.

Se non hanno disponibilità delle gomme che tu cerchi dovrai ordinarle e tornare dopo qualche giorno. Se no dovrai comunque aspettare che il lavoro venga svolto… di solito passano un paio d’ore almeno.

Ah, e se “il ragazzo è andato a prendere il caffè, ti tocca aspettare!

Quando vanno a farti il lavoro, non seguono mai una metodologia precisa. E intanto il tempo scorre… e i tuoi impegni? I tuoi appuntamenti di lavoro? O di qualsiasi altro genere?

Ti toccherà rimandarli e sballare tutti i piani!

Aspettare ore e ore (a volte anche più) per un cambio pneumatici, e costringere le persone a perdere tempo prezioso della loro giornata, è un problema da eliminare alla radice.

Come? Cambiando il nostro modo di lavorare! Trasformando da capo a piedi la metodologia di lavoro classica che si vede nelle altre officine.

A tal proposito può essere utile un sistema di cambio gomme basato sull’organizzazione scientifica delle postazioni di lavoro: oggi ad esempio avere sempre quattro persone che lavorano su una macchina, senza creare mai code e non perdere nemmeno un minuto in più di quello che dovresti.