Cannabis in Italia, a che punto siamo rimasti?

Cannabis in Italia, a che punto siamo rimasti?

03/04/2020 Off Di Marco Gastaldi

La cannabis è una pianta contente il principio attivo THC ed è una delle colture più antiche di tutta la civiltà umana. In Italia sono ancora molte le discussione in atto però per permettere la legalizzazione della stessa in quanto spesso l’argomento non viene preso in considerazione seriamente dall’intero Parlamento o non viene accettato.

Ad oggi anche se ancora non è stato depositato un vero e proprio emendamento relativo all’utilizzo della Cannabis in Italia, le diverse ipotesi proposte fanno discutere. Il termine per presentare e modificare eventualmente il decreto Milleproroghe è giunto ormai alla sua scadenza, fissata per il 20 gennaio.

Il partito che più si è mosso in questo ambito è il Movimento Cinque Stelle che ha da sempre mostrato interesse verso il tema della legalizzazione della cannabis light e per questo aveva cercato di intervenire in suo favore, proponendo un emendamento.

In particolar modo, durante una discussione relativa al tema della Finanziaria, il Movimento Cinque Stelle è intervento volendo fortemente che la cannabis venisse liberalizzata con un principio di tetraidcrocannabinolo, THC, inferiore allo 0,5%. Questa idea è stata però subito stralciata, naturalmente non senza polemiche dal presidente del Senato in quanto ritenuto estraneo alla materia di cui si stava discutendo in quel momento.

L’effettiva proposta di legge che è stata fatta dal Movimento Cinque Stelle si trova ormai da tempo in Parlamento ed è stata anche firmata dal senatore Matteo Mantero. Questa idea però deve ancora essere assegnata ad una competente commissione di Palazzo Madama.

Il testo specifica se e come deve avvenire la lavorazione, la coltivazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati.
Il parlamentare Mantero aveva anche cercato di sensibilizzare le opposizioni e gli italiani sulla cannabe italia, anche pubblicando un video dimostrativo sui social network.

Il contrasto è avvenuto però in particolar modo con il partito della Lega che si è decisamente opposto alla proposta di legge presentata nel gennaio scorso. Da qui ne è nata un’accesa polemica che si è protratta fino al maggio dello scorso anno che non ha prodotto i risultati sperati.

La questione era però in discussione alla Camera ormai da diversi anni e nello specifico nella precedente legislatura il tema della legalizzazione della cannabis in Italia era già stato affrontato e una proposta di legge era stata approvata a Montecitorio ma poi tutta la questione si è presto arenata in Senato.

Il testo in origine era stato depositato nel 2015 più precisamente il 16 luglio e in particolar modo prevedeva la possibilità di poter legalizzare le droghe leggere soltanto per un uso a scopo ricreativo. Una volta che tale testo fu approvato in Aula ha subito poi una discussione in commissione di Giustizia alla Camera e per questo è stato rimandato di nuovo in commissione dall’Aula nel mese di ottobre del 2016.

La proposta era stata firmata da circa 215 parlamentari e in particolar modo figurano diversi schieramenti politici come ad esempio: Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, SEl, Fi, SC e Misto. Il 26 dicembre dello scorso anno invece è stata resa nota una sentenza relativa alla Corte di Cassazione che ha permesso la coltivazione in casa della cannabis. E’ chiaro che sono stati messi anche dei paletti i quali dicono che questa pianta può essere coltivata soltanto in quantità minima e solo ed esclusivamente per uso personale.

Secondo quindi quando dispone la Cassazione stessa, non costituisce reato la coltivazione di minime dimensioni della cannabis se svolte in forma domestica e per uso personale.