Guida all’irrigatore più adatto alle proprie aree verdi

Guida all’irrigatore più adatto alle proprie aree verdi

05/04/2020 Off Di Marco Gastaldi

L’irrigatore è un’innovazione risalente a circa ottantacinque anni fa, quando ha trovato i suoi primi impieghi in campo agricolo. Solo successivamente il suo utilizzo è stato esteso ai giardini e ad altre aree che richiedono una regolare idratazione del terreno.

I vantaggi che ha portato da quel fatidico 1935 ad oggi sono numerosi: basti ricordare i più evidenti, quali il risparmio energetico, la riduzione del tempo per innaffiare e la diminuzione delle spese complessive di manutenzione.

Attualmente, la scelta in merito è talmente ampia che deve tenere conto di diverse variabili. Spazi a disposizione, presenza di eventuali ostacoli, frequenza di idratazione, esposizione alla luce, budget previsto per i consumi e consistenza del suolo sono decisivi nella fase di acquisto.

Dal momento che, negli ultimi decenni, si pone il problema di non sprecare le risorse idriche, bisogna avere un occhio di riguardo anche per la salvaguardia dell’ambiente. La difficoltà principale, infatti, è definire la quantità di acqua necessaria a coprire i fabbisogni.

Le tipologie di irrigatore

Prima di operare qualsiasi distinzione tra i vari dispositivi, va detto che ai sistemi goccia a goccia, tanto idealizzati negli ultimi tempi, occorre integrare le modalità per aspersione. Questo vale a prescindere dall’estensione della superficie ed indipendentemente dal fatto che si tratti di giardini o di campi.

Premesso ciò, gli irrigatori sono classificabili secondo diversi criteri:

statici o dinamici, per la loro possibilità di ruotare o meno intorno al proprio asse;

manuali o automatici, in base alla gestione e al controllo delle valvole;

a vista (fuori terra) o a scomparsa (interrati), a seconda del loro impatto visivo.

Tutti i modelli offrono diverse opportunità di scelta per l’ampiezza dell’arco entro cui il getto si auto-delimita, dal quale dipende l’estensione dell’area da irrigare. Oltre alle dimensioni relative agli angoli standard (retto, acuto, tre quarti e giro), c’è un’elevata possibilità di personalizzazione.

Differenze tra i vari dispositivi di idratazione del terreno

Cercare l’irrigatore perfetto in assoluto è un’utopia, mentre parlare di strumenti ed impianti adatti a determinate situazioni è, sicuramente, più corretto e realistico. Va da sé che conoscere impieghi e prestazioni di ogni dispositivo è basilare per fare una scelta accurata.

La modalità statica è l’ideale per aree di ridotte dimensioni, perché garantisce una pressione del fluido intorno ai 3bar e, di conseguenza, un punto di arrivo a distanza limitata rispetto a quello di partenza (la cosiddetta “gittata”). Tuttavia si presta anche a quei casi in cui la nebulizzazione risulta insufficiente, vale a dire quando le piante o il terreno stesso richiedono una consistente quantità d’acqua.

A differenza dei dispositivi dinamici, perfetti per il suolo argilloso, quelli statici hanno un getto d’acqua più localizzato, con un flusso che può arrivare fino alle radici. Permettono un’idratazione più profonda e, per tale ragione, sono più adatti alle consistenze sabbiose.

Quanto agli irrigatori manuali, semplicissimi ed economici, necessitano di un monitoraggio della portata ad ogni utilizzo, nonché della durata dell’idratazione. L’unica azione da compiere è aprire (o chiudere) un rubinetto secondo la quantità di liquido desiderata. A meno di anomalie a monte, questa è una soluzione totalmente controllabile, perfetta in presenza di ostacoli o per spazi limitati.

Chi, invece, non prova diffidenza nei confronti dei sistemi automatici, può richiedere l’installazione di un impianto ad elettrovalvole. Permette di differenziare il getto di più irrigatori, grazie ad una centralina opportunamente predisposta. Possiede un timer programmabile che consente l’attivazione e la disattivazione anche quando non si è presenti al momento di innaffiare.

I modelli a scomparsa garantiscono un ottimo impatto estetico: contrariamente agli elementi fuori terra, non creano ingombri e conferiscono alla zona un aspetto ordinato. D’altro canto, i vantaggi offerti comportano una spesa maggiore.

A questo punto, non rimane che prendere una decisione, ricordando che per i nuovi impianti si può beneficiare del Bonus Verde, valido anche nel 2020. Per conoscere le condizioni ed i limiti di spesa, consultare la normativa.