Coltivare canapa, cosa sapere prima di iniziare

Coltivare canapa, cosa sapere prima di iniziare

10/01/2020 Off Di Marco Gastaldi

In pochi ne sono a conoscenza, ma fino a metà del secolo scorso, l’Italia era uno dei primi produttori in Europa di canapa, con oltre 100mila ettari di campi destinati soprattutto al tessile poi, a causa di cambiamenti dovuti all’introduzione di diverse leggi, la produzione è diminuita drasticamente.

Negli ultimi anni, fortunatamente, diverse modifiche alle vecchie norme e un ritrovato interesse comunitario e nazionale alla canapa, ha ridato nuova vita alla produzione di questa pianta.

Oggi in Italia ci sono 1.300 ettari di terreno destinati alle coltivazioni canapa, non siamo vicini ai numeri del secolo scorso, ma è si tratta di un chiaro segnale che qualcosa sta cambiando in questo settore.

Coldiretti stima che la canapa industriale è un settore che può far generare un giro d’affari di circa 1,4 miliardi di euro annui e assicurare 10mila posti di lavoro in più.

Questi dati e il boom della cannabis light degli ultimi mesi, ha fatto si che sempre più persone si interessino al business della coltivazione della canapa, ma per essere un coltivatore di successo e dormire sonni tranquilli, bisogna conoscere attentamente, oltre che le tecniche di coltivazione della canapa, tutti gli aspetti legali che ruotano intorno al settore.

Le regole da rispettare in Italia per coltivare canapa

In Italia coltivare canapa è legale, questa attività viene regolata dalla legge 242 del 2016 che contiene disposizioni in merito alla promozione della coltivazione e della sua filiera agroindustriale, si tratta del punto di riferimento per conoscere tutti i requisiti di legge da rispettare.

Se si decide di entrare nel business della canapa bisogna scegliere sementi che sono incluse nella Direttiva 2002/53 dell’Unione europea, al suo interno è presente il catalogo delle 52 varietà di specie di piante agricole alle quali il coltivatore dovrà attenersi.

È vietato usare sementi auto-prodotte e non certificate e acquistate l’anno precedente, cioè che hanno dato il via al primo ciclo di coltivazioni.

Scelte le sementi, il coltivatore può lavorare il campo senza fare alcuna comunicazione; è importante conservare i cartellini della semente acquistata per almeno un anno ed è obbligatorio tenere da parte anche le fatture relative all’acquisto delle semente per il periodo previsto dalla legge.

Un aspetto da prendere in considerazione legato alla scelta della varietà è quello del contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) uno dei più famosi principi attivi della canapa.

Per legge il limite è dello 0,2%, ma stando all’articolo 4, comma 5 della legge 242, se in fase di controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione è più del limite dello 0,2% ma non oltre lo 0,6%, l’agricoltore è in regola.

Bonus fiscali per chi coltiva canapa

Chi decide di avviare un’attività di coltivazione della canapa può godere di alcuni incentivi, l’articolo 6 della legge 242 li fissa un valore massimo di 700mila euro annui per agevolare e favorire la produzione della canapa e la trasformazione del settore.

Sono da osservare anche le situazioni all’interno della regione di appartenenza e del comune perché, a volte, vengono approvate leggi per la promozione della coltivazione della canapa che prevedono anche incentivi fiscali.

Chi decide di creare delle aziende in questo settore può iscriversi al registro delle startup innovative, traendone tutti benefici previsti in termini di finanziamenti, premi e incentivi, poiché la canapa ha un carattere decisamente innovativo per quanto riguarda la sua coltivazione rispetto ad altri tipi di coltura.

Se oltre alla coltivazione, si intende anche commercializzare la canapa in modo diretto è necessario conoscere tutta una serie di normative che riguardano la conservazione, la qualità del prodotto e la vendita.

Per cui, prima di lanciarsi in questa attività è bene rivolgersi a degli avvocati specializzati nelle normative in vigore riguardanti la coltivazione e la commercializzazione della canapa, al fine di evitare pesanti e gravi sanzioni.