Recupero acqua piovana: come risparmiare salvaguardando l’ambiente

Recupero acqua piovana: come risparmiare salvaguardando l’ambiente

30/03/2020 Off Di Marco Gastaldi

Dove c’è acqua c’è vita, è questo quello che ci insegnano sin da bambini e per questo motivo è importante salvaguardarne l’esistenza, ma come poter dare il proprio contributo? Il recupero dell’acqua piovana è sicuramente un inizio.

Acqua potabile o acqua piovana: questo è il dilemma

Siamo onesti, la comodità di aprire il rubinetto ed utilizzare l’acqua potabile in ogni momento in cui ne abbiamo bisogno ci fa pensare che quella che abbiamo in casa sia una risorsa infinita, ma purtroppo non è così.

Ci sono paesi in cui l’acqua è un miraggio e quindi impegnarsi per riuscire a non sprecarla non è cosa da poco. Ma come fare?

La prima cosa da capire è che l’acqua potabile non è l’unica utilizzabile per tutti gli usi che possiamo fare dell’acqua in generale. Infatti, l’acqua piovana è un più che degno sostituto in molte situazioni. Per citarne qualcuno, lo scarico del WC, ma anche il lavaggio dell’auto, o ancora l’irrigazione dei prati, o l’innaffiamento dei fiori.

In più, è anche vantaggiosa per elettrodomestici come la lavatrice, in quanto l’acqua piovana non contiene calcare e quindi ne incrementa la velocità di prestazione, e conseguentemente il risparmio, e in più ne rallenta l’obsolescenza.

Parlando di numeri circa il 50% del fabbisogno quotidiano d’acqua può essere coperto dal recupero di acqua piovana e per questo si possono utilizzare dei sistemi di recupero dell’acqua piovana.

Come raccogliere l’acqua piovana

Per iniziare una raccolta di acqua piovana è possibile provare ad utilizzare delle bottiglie, dei secchi da mettere in giardino o sui balconi.

Certo, la capienza di questi elementi è molto limitata, e al massimo, per simulare una sorta di ‘’filtro’’, soprattutto se si tratta di bottiglie, si può utilizzare un imbuto, ma comunque questi espedienti sono molto lontani da quello che è un impianto di recupero di acqua piovana.

E’ possibile acquistare, infatti, dei veri e propri impianti di recupero per l’acqua piovana e ce ne sono principalmente di due tipi: quelli per uso irriguo o quelli per uso domestico.

In generale, in un impianto ci sono degli elementi chiave, che sono: un serbatoio, di solito cilindrico ed interrato, che serve per contenere l’acqua e la cui capienza va dai 1000 ai 10.000 litri; un filtro, importantissimo per, appunto, filtrare l’acqua e separarla dagli elementi solidi che potrebbe contenere; una pompa per il prelievo dell’acqua; un sistema di tubazioni che portano l’acqua alle varie utenze; e infine una centralina elettronica, che serve per controllare tutti i componenti elettrici dell’impianto.

Questo tipo di sistemi, però, ovviamente hanno un costo, di conseguenza è giusto chiedersi se vale la pena investirci dei soldi a fronte di quanto si spenderebbe se non si installassero. Uno studio del Centro Internazionale di Ricerca Olandese ha affermato, ad esempio, che conviene un sistema di raccolta nei paesi in cui cadono dai 100 ai 500 mm ogni anno.

Impianti di recupero acqua piovana: i costi

Dire che i costi dell’acqua potabile che paghiamo oggi siano bassi sarebbe falso, per questo motivo, in alcune situazioni, installare un impianto di recupero d’acqua piovana può essere molto conveniente.

Ovviamente il prezzo di un sistema di questo tipo varia a seconda della sua grandezza, del numero e del tipo dei punti idrici, perciò è sempre d’obbligo farsi fare un preventivo quando si chiedono informazioni.

Indicativamente parlando, però, il prezzo di un impianto di piccole dimensioni può andare dagli 800/900 euro ai 2000, il prezzo di un impianto medio dai 1.500 ai 3.500, fino ad arrivare a 7.000/8.000 euro per impianti molto grandi e di qualità.